Nuove finiture ceramiche di design: materia, colore e luce secondo Lorenzon.
La superficie come progetto
Nel design, la superficie non è mai soltanto una finitura. È ciò che determina il rapporto tra materia e luce, definisce la percezione del volume e restituisce identità all’oggetto.
Muove da questa riflessione la nuova ricerca di Lorenzon, che amplia il proprio linguaggio progettuale attraverso nuove lavorazioni artigianali e una ricerca cromatica dedicata. Un percorso che porta la superficie oltre la sua funzione estetica, trasformandola in uno strumento capace di modificare il comportamento della luce e la percezione della materia.
Due nuove interpretazioni della superficie
Questa evoluzione prende forma attraverso due nuove lavorazioni, accomunate dalla stessa attenzione al rapporto tra materia, colore e luce, ma capaci di offrire risultati espressivi profondamente diversi.
La prima interpreta la superficie attraverso il contrasto. Realizzata interamente a mano, la finitura spazzolata lascia affiorare il dialogo tra il colore del fondo e lo scuro della superficie costruendo trame lineari, incrociate o nuvolate il cui orientamento e la cui intensità possono essere calibrati in funzione del risultato desiderato. La luce attraversa queste geometrie, accentuandone la profondità visiva, mentre la materia mantiene una continuità tattile perfettamente liscia, opaca e morbida.
La seconda ricerca invece l’assoluta uniformità. Con la nuova finitura a tinta piatta, il colore si presenta pieno, compatto e saturo, restituendo una superficie vellutata e setosa. Qui non è il contrasto a definire la percezione, ma la capacità della luce di modulare la densità cromatica, facendo emergere sfumature che mutano con il punto di osservazione.
La materia del colore
A completare questo nuovo linguaggio progettuale è una palette cromatica sviluppata per dialogare con la materia e con la luce. Più che una semplice selezione di colori, rappresenta uno strumento progettuale pensato per ampliare le possibilità espressive della superficie.
La palette si articola in tre famiglie cromatiche.
Ombra raccoglie tonalità profonde ispirate alle vibrazioni del nichel e dello stagno, fino al calore brunito del rame scuro. Una gamma concepita per enfatizzare riflessi, profondità e presenza materica.

Terrose esplora invece le cromie dell’argilla, della terra e dei minerali. Marroni intensi e naturali restituiscono superfici dense, calde e autentiche, capaci di valorizzare la componente più materica della ceramica.

Con Pigmento, il colore assume un carattere più intenso e contemporaneo. Verde foresta, borgogna scuro e altre tonalità sature introducono una presenza cromatica decisa ma equilibrata, pensata per conferire personalità agli spazi.

Ogni famiglia cromatica può essere ulteriormente sviluppata su richiesta, calibrando tonalità, saturazione e intensità per dare vita a superfici perfettamente integrate nel progetto.
Come ogni lavorazione eseguita interamente a mano, anche queste finiture conservano le leggere variazioni che ne testimoniano l’unicità. La spazzolatura non si ripete mai nello stesso modo, i contrasti cambiano, la luce restituisce riflessi sempre differenti. È proprio questa irripetibilità a conferire carattere a ogni superficie, trasformando ogni realizzazione in un pezzo unico.




